
The Rose è una band musicale sudcoreana formata nel 2017 dalla J&Star Company. Il gruppo è composto da quattro membri: Woosung (cantante principale e chitarrista), Dojoon (tastierista e seconda voce), Hajoon (batterista) e Jaehyeong (bassista). La loro musica è caratterizzata da un mix di pop-rock, alternative rock e ballate emotive.
Fin dai primi passi della loro carriera, The Rose ha instaurato un legame profondo con il pubblico grazie alle esibizioni dal vivo. Dopo la formazione del gruppo, hanno iniziato a suonare per le strade di Hongdae, un quartiere di Seoul famoso per le numerose performance dei buskers. Il loro singolo di debutto, Sorry, uscito nel 2017, ha rapidamente raggiunto la posizione numero 14 nella classifica Billboard World Digital Songs Sales, assicurandosi un posto tra le “migliori canzoni K-Pop” dell’anno, secondo la rivista.
Con oltre 3 milioni di visualizzazioni su YouTube raggiunte in breve tempo, la loro casa discografica ha deciso di puntare sul progetto The Rose, organizzando il loro primo tour europeo, Paint It Rose, che è andato sold-out.
Dual: un album nato on the road
Nel 2022, la band ha pubblicato il suo primo album completo, Heal, che ha dato il via a una tournée mondiale che prosegue tuttora. Hanno toccato le principali città asiatiche, europee e statunitensi, partecipando anche ai più grandi festival musicali estivi, tra cui Lollapalooza, BST Hyde Park e Coachella.
È proprio in questo contesto che ha preso vita il loro ultimo album Dual, pubblicato il 22 settembre 2023. In un’intervista a Rolling Stone UK, i membri della band hanno raccontato che Dual è stato concepito durante il tour, tra una tappa e l’altra, fortemente influenzato dalle loro esibizioni nei festival.
Trovarsi di fronte a un pubblico così eterogeneo, che spazia dai fan più fedeli, riconoscibili dai loro lightstick ufficiali, a chi non era nemmeno consapevole dell’esistenza di band alternative-rock in Corea del Sud al di fuori del K-Pop, ha avuto un impatto significativo sul loro processo creativo.
Di fronte a questo scenario diversificato, le 11 tracce dell’album sono state sapientemente ordinate e confezionate in un unico prodotto che riprende il loro sound soft-rock distintivo e lo implementa a basi elettroniche ed EDM.

Se il precedente album Heal aveva il puro intento di aprire una porta sul loro mondo personale ed interiore, ora ci troviamo di fronte ad un progetto ben strutturato che afferma, e allo stesso tempo rivela, la personalità e versatilità musicale della band.
L’album è stato diviso in due parti, Dawn e Dusk, volte a mostrare la dualità degli artisti, la loro luce e il loro buio.
Prima parte: Dawn
La prima traccia Dawn è strumentale e introduce il tema più leggero e spensierato dell’album: è il tipico scenario di una fresca mattina primaverile, dell’inizio di un nuovo giorno di cui però non si hanno aspettative.
Su questa scia si spiegano le tracce successive, che affermano una versione più matura dello spirito indie e pop-punk rock che la band ha fin dalle sue origini. Ciò è evidente nel singolo di presentazione dell’album Back To Me, un perfetto mix di batteria e chitarra elettrica, che sostiene sia la graffiante voce del frontman Woosung, sia quella pulita e decisa di Dojoon, il vocalist.
Questo singolo ha innegabilmente consolidato la loro presenza nel panorama musicale internazionale.
Nel contesto dell’espansione globale della cultura musicale coreana, trainata dal fenomeno K-pop in continua crescita, l’Occidente è principalmente esposto alla parte più commerciale e popolare di questa tendenza. Questa crescente attenzione rappresenta un’opportunità unica per gli artisti coreani di ampliare il proprio pubblico al di là dei confini nazionali, ma impone anche la sfida di emergere in un panorama dominato da generi e stili mainstream. Nonostante il K-pop abbia aperto nuove vie di visibilità per gruppi come The Rose, l’eccessiva associazione con questo genere può risultare limitante, considerando la varietà e la diversità delle loro influenze musicali. Inoltre, il pubblico occidentale spesso trascura l’esistenza di band coreane più in linea con l’idea tradizionale di una formazione rock o pop, essendo maggiormente concentrato sul fenomeno del K-pop.
Seconda parte: Dusk
La transizione alla seconda parte è guidata da un’altra traccia strumentale, Dusk, che al contrario della prima, accompagna l’ascoltatore verso la fine della giornata, la cui atmosfera risulta più intensa.
Intenzionale è stato posizionare canzoni come Alive, Cosmo e Wonder in questa sezione dell’album. Sono tracce create con in mente il vivace pubblico dei festival e dei concerti, hanno un ritmo incalzante caratterizzato da sintetizzatori, toni pop-rock, elementi elettronici, dubstep e break EDM. Sono sonorità che rappresentano l’evoluzione artistica della band e sono stati in grado di inserirle in maniera sofisticata, permettendo alla loro energia e creatività di emergere attraverso la densità di questi suoni.
Tematiche
La band si distingue per i messaggi positivi trasmessi nei loro testi, che mirano a creare un ambiente accogliente dove tutti possano sentirsi liberi di essere se stessi, con la musica come mezzo di connessione universale.
Nel loro album precedente, Heal, il focus era sull’importanza dell’amor proprio e sulla necessità di affrontare e superare sfide personali, promuovendo un approccio sano e riflessivo. Con il nuovo album, Dual, la band amplia la sua prospettiva, spostando l’attenzione su temi di comunità, unità e supporto reciproco, sottolineando l’importanza della condivisione e del superamento delle paure.
Con Dual, The Rose dimostra di essere una band in continua evoluzione, capace di sperimentare nuovi suoni senza mai perdere la propria identità. L’album rappresenta una tappa significativa nel loro percorso, segnando non solo una maturità artistica, ma anche un impegno nel costruire un ponte tra culture musicali diverse. La capacità di fondere elementi di soft-rock con basi elettroniche ed EDM, mantenendo al contempo un messaggio di positività e inclusione, è ciò che rende questo lavoro un esempio del loro potenziale per attrarre un pubblico globale. In un panorama dominato da stili mainstream, Dual si distingue come un’opera che afferma con forza la diversità e l’unicità della band, proiettandola verso nuove possibilità e sfide nel futuro della musica internazionale.











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