“Kiseiju – La zona grigia” 

© Kiseiju – La zona grigia Netflix

La trama

La serie Kiseiju – La zona grigia (titolo inglese: Parasyte: The Grey) racconta di un mondo sconvolto da un’invasione di misteriosi parassiti alieni capaci di prendere il controllo del corpo umano. La loro presenza rappresenta una minaccia diretta alla sopravvivenza della società umana, una lotta per la vita contro un nemico subdolo e inarrestabile. Ma non tutti si arrendono alla paura. Un gruppo di persone coraggiose decide infatti di ribellarsi a questa entità malvagia, combattendo per la propria libertà e per il futuro dell’umanità.

La serie raccoglie volti già noti nel panorama seriale e cinematografico sudcoreano, tra cui Jeon So-nee (Our Blooming Youth, Soulmate) – che interpreta Jeong Su-in, una donna che convive con un parassita – e Koo Kyo-hwan (D.P., Kill Boksoon) – il quale ricopre il ruolo di Seol Kang-woo, un uomo che indaga sui parassiti per ritrovare la sorella scomparsa. Notevole è anche la presenza di Lee Jung-hyun – nota al pubblico cinefilo a seguito di grandi successi filmici tra cui Decision to Leave e Peninsula – che porta in scena Choi Jun-kyung, la leader della task force contro i parassiti.

Tratta dal celebre manga di Hitoshi Iwaaki

La serie è tratta dal manga di culto Kiseiju – L’ospite indesiderato di Hitoshi Iwaaki, che, pubblicato dal 1988 al 1995 dalla rivista Afternoon di Kodansha, ha venduto oltre 25 milioni di copie in tutto il mondo, ispirando diversi adattamenti cinematografici e anime.

Tuttavia, la serie live-action Netflix  Kiseiju – L’ospite indesiderato si discosta dal manga e dall’anime originali, presentando nuovi protagonisti e una trama originale, pur basandosi sullo stesso universo. Protagonisti della storia non sono più Shinichi e Migi, ma è la giovane Jeong Su-in (interpretata da Jeon So-nee) e un parassita che si insedia nella sua testa. Inoltre, viene introdotta anche la misteriosa organizzazione “Grey”, una speciale task force impegnata nella lotta contro i parassiti. Ciononostante,  Kiseiju – L’ospite indesiderato conserva anche alcuni elementi chiave dell’opera originale, come il body horror, la fantascienza e il rapporto simbiotico tra un umano e un parassita.

Inoltre, è interessante sottolineare che la serie è stata sviluppata da Yeon Sang-ho, maestro del genere horror coreano, noto per film come Train to Busan, Hellbound, Peninsula e Monstrous, insieme a Ryu Yong-jae, con il quale già aveva collaborato nella sceneggiatura di Peninsula. Colpisce perciò la scelta di Netflix di affidare la realizzazione del live-action a una produzione coreana, un elemento che aggiunge un tocco di originalità e una prospettiva diversa all’adattamento di un prodotto originariamente giapponese.

Una serie horror che pone domande

Un live-action che, in parte, prende le distanze dall’universo ideato da Hitoshi Iwaaki, ma che, ciononostante, è in grado di coinvolgere il suo pubblico. Parasyte: The Grey si rivela un adattamento intrigante e coinvolgente,  che pur distaccandosi dal materiale di partenza ne conserva dunque l’essenza. L’opera invita a meditare sull’eterna lotta tra il bene e il male che permea l’esistenza umana e solleva una domanda provocatoria: l’umanità, nel suo complesso, merita di essere salvata? Nonostante la prevalenza del male, la presenza di pochi individui virtuosi può davvero rappresentare un contrappeso fondamentale, rendendo possibile la speranza per un futuro migliore?


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