Il 24 maggio è stato rilasciato Right People, Wrong Place, il secondo album full-length di RM, nome d’arte di Kim Namjoon, membro e leader del gruppo K-pop BTS.

Per comprendere appieno questo album, è fondamentale considerare le figure creative che hanno contribuito alla sua realizzazione. Kim Namjoon si è circondato di una schiera di talenti del panorama indie coreano, tra cui spiccano San Yawn, JNKYRD e bj wnjn del collettivo Balming Tiger la cui presenza e influenza all’interno dell’album è massiccia, curando sia la scrittura dei testi che l’aspetto visivo del progetto.
Tra i collaboratori troviamo anche il musicista John Eun, già noto per la sua collaborazione con Namjoon in Indigo, il suo precedente album, così come Oh Hyuk, Mokyo, Rad Museum e molti altri artisti.

Attraverso l’organizzazione di un Song Camp, questi creativi si sono riuniti per dare vita alle 11 tracce che compongono questo progetto, che si presenta più come una collezione artistica che un semplice album. Kim Namjoon si avventura in territori musicali inesplorati ma profondamente personali, il che rende quasi riduttivo riferirsi a lui solo con il suo nome d’arte RM e non con il suo nome di battesimo.
Right People, Wrong Place emerge come un canale perfetto per esprimere emozioni, sfaccettature e pensieri che RM non era riuscito a comunicare fino ad ora, né attraverso il lavoro con i BTS né nei suoi precedenti progetti solisti.

Il percorso per arrivare a questo punto non è stato facile. RM ha dovuto affrontare grandi cambiamenti e sfide per giungere, dopo un decennio di carriera e innumerevoli canzoni e album solisti, a un punto in cui può esprimersi liberamente sia artisticamente che emotivamente. Right People, Wrong Place rappresenta dunque una tappa fondamentale nella carriera di RM, mostrando un’artista che, finalmente, si sente completamente libero di esplorare e condividere la propria autenticità.

Il suo filo rosso

Questo nuovo album è un progetto fresco e nuovo che ai casuali ascoltatori dell’artista potrebbe risultare distante dai suoi precedenti lavori: al contrario, è il semplice risultato di un’evoluzione continua, con radici ben visibili nel suo percorso da solista.

RM (2015)
Primo mixtape con cui mostra le sue origini hip hop e R&B, omaggiando il genere western. Emerge la sete di chi ha bisogno di affermarsi e farsi valere in una industria complicata.

mono. (2018)
Secondo mixtape: sempre mantenendo una base hip hop, iniziano a fare capolino elementi indie e synth pop, determinando un’atmosfera malinconica, raccontando una estrema solitudine e il senso di disagio provocato dal non essere in grado di trovare il proprio posto nel mondo.

Indigo (2022)
Primo full-lenght album. La passione per l’arte sviluppata da Kim Namjoon nel corso degli anni ha influenzato la sua composizione artistica musicale. In quest’album elegante e raffinato descrive il viaggio interiore necessario a trovare la forza per accettare se stessi come semplici persone. Inizia qui una maggiore libertà espressiva. Al suo gusto R&B e pop, si aggiungono elementi di city pop, soft folk, ma anche elettronica. È in Change Pt.2 che troviamo la prima breccia che porta a Right Place, Wrong Person.

Right Place, Wrong Person (2024)
Arriviamo così al 2024 e al suo nuovo album. Si pensava che con Indigo avesse finalmente tolto il freno a mano ed espresso pienamente la sua libertà artistica, ma è con questo progetto che RM si reiventa completamente, creando quella che sarà una delle pietre miliari della sua carriera.

Come un pacchetto di sigarette

Cambiando rotta e immergendosi completamente nel panorama indie, l’album si apre con la prima traccia Right People, Wrong Place, che ribalta il titolo del progetto. Rimbalzando tra right e wrong, parole ripetute come un mantra per cercare di carpirne il significato, si ritorna al tema della ricerca del proprio posto nel mondo. Ma è davvero necessario capirlo? In questa fase della vita, ci si domanda fino a che punto si è “sbagliati” e secondo quali canoni: queste domande permettono di liberarsi dai preconcetti e, dopo un lungo viaggio, di accettare tutte le sfaccettature della propria personalità, specialmente quelle ombra. Dopo essersi sentiti per tutta una vita sbagliati in quello che sembrava il posto giusto, si arriva a pensare che forse si è giusti nel posto sbagliato. E forse, alla fine, va bene anche essere una persona sbagliata. Non c’è una vera risposta a questo dilemma esistenziale, ma è questo il lavoro interiore che permette di liberarsi.

Dietro le quinte della realizzazione dei video promozionali

Non è un tema semplice da affrontare e il disagio e il malessere sono tangibili in ogni traccia dell’album. RM è riuscito a trasporre quella sensazione fastidiosa di quando le cose non vanno, si tenta di aggiustarle ma sempre con la sensazione di non essere allineati a se stessi. Si passa a Nuts con un basso funk che accompagna l’insoddisfazione delle relazioni personali, per poi perderne completamente la speranza in out of love. Namjoon si paragona ad un pacchetto di sigarette che bruciano e non dovrebbero essere fumate. Le prime tre tracce sono impregnate di rabbia, fastidio, bisogno di rompere gli schemi e scappare.

La musica cambia ritmo frequentemente e i generi si mischiano di continuo.
Con la breve ㅠㅠ (Credit Roll) mostra la sua gratitudine agli ascoltatori, mentre Domodachi è un omaggio ai suoi amici, vede la collaborazione dell’acclamata rapper britannica Little Simz che ci dona un rap frenetico e tagliente. Caratterizzata da un sassofono e una batteria jazz che dialogano come se fosse una jam session improvvisata la cui produzione impeccabile però, non lascia dubbi. La troviamo anche in ? (Interlude), prodotta con il duo jazz DOMi and JD Beck.

Persi e perduti

Con la traccia successiva, Groin, inizia la parte più upbeat dell’album e con un riff di chitarra dichiara la sua posizione dicendo che lui è se stesso ed è giusto così, il mondo lo accetterà se vorrà. Una diss track di classe dove parla anche del peso di dover essere il leader del gruppo più influente degli ultimi anni.

Heaven è puro shoegaze sognante che ricorda gli anni ’90 dell’alternative music, mentre LOST! è hip hop ed elettronica. Nonostante il ritmo incalzante, le due tracce sono melanconiche, depresse e l’accettazione delle proprie relazioni e vita sì è necessaria, ma è pur sempre un processo complicato.

Around the world in a day vede la collaborazione del musicista Moses Sumney e in questa traccia di 4:17 minuti che inizia in acustica, si attraversa una fase di “glitch soul”, per sfociare in un rock-rap di ampio respiro, mostrando ancora una volta il suo lato sperimentale.

Credit roll

La traccia di chiusura dell’album, nonché singolo promozionale, Come Back to Me, si distingue per la collaborazione con il musicista Kuo della band taiwanese Sunset Rollercoaster e con OHHYUK della band HYUKOH. Questo brano indie pop celebra la ciclicità e i cambiamenti della vita, offrendo un’interpretazione aperta e soggettiva. Può essere letto come un desiderio del ritorno di una persona amata o come un viaggio interiore verso sé stessi, riflettendo su vite passate e su quelle che non si vivranno mai.

Quel che è certo, però, è che con questa traccia RM sfida i confini musicali tradizionali, regalando all’ascoltatore un’esperienza unica e toccante. Il beat è sostenuto da una linea di basso profonda e pulsante, arricchita da una batteria lenta e da una melodia eterea che conferisce alla canzone un senso di spazialità. La voce di RM emerge in primo piano, trasmettendo con intensità le sue emozioni. In alcuni momenti, le linee vocali sono quasi sussurrate, creando un’intimità che coinvolge l’ascoltatore e lo invita a condividere il dolore e il desiderio dell’artista. L’uso di effetti vocali, come l’eco e il riverbero, amplifica ulteriormente la sensazione di distanza e nostalgia.

Right Place, Wrong Person è un album estremamente sperimentale a livello musicale che esprime le sensazioni complesse della rabbia e agitazione in un modo a volte disperato, altre volte sarcastico e divertente. RM gioca con i testi così come con la composizione e, grazie anche agli artisti coinvolti nel progetto, è riuscito a dare alla luce un album genuino, estremamente elaborato che sicuramente richiede più ascolti per essere compreso. RM si riconferma così un artista a tutto tondo che non ha paura di crescere e osare.


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