
L’interno del cinema nella mostra di Joseon. Di Suk Ji-hun.
Il cinema approda in Corea all’inizio del XX secolo, durante l’occupazione giapponese, come strumento di modernizzazione forzata. La prima sala cinematografica viene inaugurata a Seul nel 1910, ma viene frequentata principalmente da giapponesi. Solo due anni dopo, nel 1912, nasce la prima sala per coreani.

Dalla metà degli anni ’10, la proiezione di lungometraggi coreani aumenta, dando vita ai primi film anti-giapponesi. Tra questi, spicca Arirang (1926) di Na Un-gyu, considerato il primo capolavoro del cinema coreano.
Una figura chiave all’interno del panorama cinematografico coreano degli esordi è sicuramente quella del pyonsa, ovvero del narratore cinematografico, il quale partecipa ad ogni proiezione in sala con il compito di commentare i film muti, privi di didascalie, al pubblico presente.
Nel periodo del cinema muto coreano, i pyonsa non sono solo semplici narratori, ma vere e proprie star. La loro fama è tale da essere inseriti nelle locandine, nei programmi stampati e nelle pubblicità dei film sui giornali, in quanto capaci di attrarre un grande pubblico. Il loro potere è tale da determinare il successo al botteghino di un film.
Oltre a narrare le vicende sullo schermo, il pyonsa assume un ruolo politico di primaria importanza durante l’occupazione giapponese. Con l’ascesa di lungometraggi che inneggiano all’indipendenza coreana, i cinema si trasformano in luoghi di resistenza. Le parole del pyonsa risultano incomprensibili agli invasori, divenendo così potenti strumenti di sovversione. Attraverso i loro commenti, i pyonsa infondono nei film muti, spesso privi di espliciti riferimenti patriottici, un messaggio di rivendicazione nazionale. In un’epoca in cui la libertà di espressione è soffocata, il pyonsa diviene un simbolo di resistenza culturale, utilizzando il potere della parola per sfidare l’occupante.

Con l’avvento del sonoro negli anni ’30, la figura del pyonsa svanisce silenziosamente nel tempo. Tuttavia, la loro eredità risuona ancora oggi nelle registrazioni che incisero su dischi di grammofono a partire dal 1926.
Album di Fooled by Love, Hurt by Money, un’opera teatrale della compagnia teatrale Cheongchunjwa pubblicata nel 1939. Korean Film Archive.
Seppur i film muti coreani di quell’epoca siano ormai perduti, le voci dei pyonsa ci offrono un’insostituibile finestra su un periodo cruciale della storia del cinema coreano. Attraverso i loro commenti, possiamo rivivere l’emozione di quelle prime proiezioni, cogliere le sfumature narrative e percepire la carica emotiva che il cinema esercitava sul pubblico.











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