È nel 1967 che viene prodotto e distribuito il primo lungometraggio d’animazione coreano, dal titolo Hong Gil-dong. Il regista è Shin Dong-heon, fratello maggiore del fumettista Shin Dong-wu, che pubblicò la serie di successo a metà degli anni ’60 intitolata Lucky Adventurer, Hong Gil-dong. Il film attinge al ricco patrimonio narrativo coreano, reinterpretando la leggenda popolare – risalente alla Dinastia Joseon – di Hong Gil-dong, un eroe che combatte l’ingiustizia e protegge i deboli.

Tecniche produttive all’avanguardia

Hong Gil-dong rappresenta un punto cardine nella storia dell’animazione coreana. Prende vita grazie all’animazione a celle. Si tratta di una tecnica tradizionale, in cui ogni fotogramma viene disegnato a mano su fogli trasparenti (celle), creando l’illusione del movimento quando sovrapposte e proiettate su uno sfondo. A causa della scarsa disponibilità di materiali dopo la Guerra di Corea, per realizzare il film sono state usate le pellicole di scarto impiegate dall’esercito americano per le riprese aeree di sorveglianza. La produzione di Hong Gil-dong ha recuperato queste pellicole dai mercati privati coreani, le ha pulite con la soda caustica e le ha riutilizzate per l’animazione.

In generale, il team di animazione è stato molto abile nell’inventare ingegnose soluzioni per superare i limiti tecnologici dell’epoca. Ad esempio, per creare un effetto di profondità e realismo, il team ha ideato autonomamente la tecnica della doppia esposizione, che consiste nel sovrapporre due volte lo stesso fotogramma, una volta per i personaggi e una per le ombre, creando un effetto tridimensionale. Inoltre, per la prima volta nell’animazione coreana, Hong Gil-dong ha utilizzato il metodo di sincronizzazione audio-video, che permette di far coincidere perfettamente i dialoghi con i movimenti dei personaggi, creando un’esperienza cinematografica più coinvolgente.


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