Il 18 aprile 2024 è uscito il terzo EP della band The Poles. Con Kim Daniel alla chitarra e voce, Lee Hwang Je al basso e Kim Kyung Bae alla batteria, la band è attiva dal 2017 e da allora sta portando nella scena musicale indie-rock coreana un suono tutto suo.

Anche se sono passati due anni dal loro ultimo ed unico full album The High Tide Club uscito nel 2022, il loro carattere nostalgico non è cambiato: è una nostalgia profonda che rende necessario ascoltare le tracce più volte per coglierne le sfumature.

Se il precedente album rappresentava il raggiungimento di un punto elevato della loro evoluzione musicale, il punto alto della loro marea conquistato dopo tanto impegno e lavoro, con Anomalies in the oddity space la marea si ritrae e si torna alla calma apparente del mare. Si ha bisogno di fermarsi per comprendere la profondità di queste acque.

Ed è proprio con la prima traccia del disco, Vancouver ’23, che la band esprime questo bisogno di dover prendere respiro per rimuovere il superfluo, per rimuovere il proprio ego e la sete di dover costantemente creare. Si sente dunque la necessità di rallentare e sintonizzarsi sul ritmo delle onde del mare.

Passando ad un genere più pop-rock, più graffiante e diretto, la successiva traccia Stargazing si contrappone alla prima: vengono espressi quei desideri dell’ego prima accantonati, che possiamo sentire nel verso

I wanna be cool like Nirvana’s ripped jeans

È un modo per uscire dallo stato di pausa, perché creare un nome e una fama è stato solo l’inizio per la band, ed è ora che la sfida si fa seria.

Dunque, dopo aver toccato due poli opposti, dopo essere passati dalla profondità del mare alla vastità del cielo, attraversando il tutto con uno spirito pesante, la band si interroga: ma qual è la causa di questo spirito incerto? Cosa ci trattiene?

La band pone se stessa e l’ascoltatore di fronte a questo quesito con il singolo Cares, anticipatore dell’album e forse quello che racchiude di più l’essenza del gruppo. Con richiami al precedente album e ai singoli ed EP, un rock melodico accompagna domande e sentimenti esistenziali tipici della giovinezza.

In questi momenti emerge il bisogno di perseverare e la traccia Space Kids è la presa di coscienza avvenuta dopo il punto di svolta di Cares, ma con uno spirito più leggero.

In a flash, we’re surrounded, but fear not, dear
Somehow, somewise, we’ll persevere
For that’s just our way of life, clear

Oddities è la vera traccia rockeggiante del mini album, un po’ ribelle, che non lascia spazio a momenti lenti e, anzi, accompagna l’ascoltatore verso il climax dell’album. Un climax che scende con la traccia di chiusura Anomalies in the, completamente strumentale e capace di chiudere il cerchio iniziato con la prima traccia. Riprende i sentimenti trasmessi da Vancouver ’23, creando un senso di continuità e completamento.

I The Poles dimostrano ancora una volta di essere una band capace di produrre canzoni in maniera minuziosa ed estremamente curata. Ogni traccia dell’EP porta l’ascoltatore in un viaggio emozionale, rivelando la profondità e la versatilità del loro stile musicale.

Sicuramente una delle band più interessanti e fresche del panorama rock indie coreano, con ancora tanto da mostrare al mondo.


Scopri di più da Moksori Magazine

Abbonati per ricevere gli ultimi articoli inviati alla tua e-mail.

Lascia un commento