Da piccolo insediamento ai piedi del monte Busan, da cui prende il nome e che oggi viene chiamato monte Jeung, la città ha attraversato secoli di trasformazioni, passando da un porto commerciale a un centro urbano vibrante.

Protagonista nella storia coreana

Per via della sua posizione strategica, Busan presto si trasforma in un centro cardine del commercio e della diplomazia con il Giappone. Di conseguenza, è la prima città costretta a sopportare le sfide legate alla colonizzazione giapponese, fungendo da porta d’ingresso per le loro ambizioni imperiali in Corea.

All’indomani della liberazione dai giapponesi e della guerra di Corea, la resilienza della città viene messa nuovamente alla prova. Rimasta dietro le linee del fronte, e quindi sfuggita alla distruzione bellica, nel dopoguerra diventa capitale temporanea e rifugio per milioni di persone.

Busan emerge come forza trainante del miracolo economico della Corea del Sud, trasformandosi in una vivace metropoli. Il merito è da attribuirsi in gran parte al suo porto, principale centro di scambio commerciale sudcoreano.

La “Cannes coreana”

Nonostante i risultati ottenuti, oggi Busan si trova ad affrontare nuove sfide, tra cui la concorrenza con Seoul e i cambiamenti demografici causati dall’assenza di posti di lavoro, etc. La città è ora concentrata sugli sforzi di rivitalizzazione, con l’obiettivo di recuperare la sua posizione di centro economico e culturale di primo piano attraverso ambiziosi progetti di sviluppo.

Negli ultimi anni, ad esempio, la città ha investito ingenti somme di denaro nel settore dell’audiovisivo, guadagnandosi così la nomea di “Città del Cinema”, con la speranza di consolidare la propria posizione di rilevanza globale all’interno di questa industria.

A questo proposito ricordiamo il Busan International Film Festival (BIFF) – ovvero il più grande, nonché più importante, festival cinematografico in Asia – che ogni anno attira numerosi talenti e professionisti del settore nella città.

Dagli archivi del BIFF

A spasso per Busan

Ovviamente, anche il turismo rappresenta un punto cardine per l’economia della città. Tra le attrazioni principali di Busan, sicuramente le spiagge Haeundae e Gwangalli, perfette per chi vuole rilassarsi sotto il sole, sono imperdibili. Una gita al tempio di Haedong Yonggungsa – che, situato su una montagna, si affaccia sul mare – è altresì una tappa immancabile. Infine, il villaggio culturale di Gamcheon, il “Machu Picchu della Corea”, dove le case, coloratissime, del villaggio sono costruite lungo il pendio di un montagna. Per gli amanti dei BTS, qui è possibile trovare un murale dedicato a Jimin e Jungkook, originari di Busan.

Scopri gli altri punti di interesse a Busan suggeriti dall’Organizzazione del Turismo Coreano qui sotto:

Mangiare a Busan

Busan non è solo famosa per le sue attrazioni, ma anche per la sua deliziosa cucina. Tra i tanti piatti tipici di questa località ricordiamo:

Dwaeji gukbap (돼지국밥),

uno stufato a base di carne di maiale tagliata a fettine sottili, riso e cipollotto in un brodo sottile e lattiginoso.

Milmyeon (밀면),

una zuppa di spaghetti di grano intrecciati in un brodo ghiacciato a base di carne.

Ssiat hotteok (씨앗 호떡),

un pancake ai semi (di girasole, di zucca e di pinoli) farcito con un ripieno di cannella e zucchero di canna.


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Una replica a “ISSUE N.4 – Alla scoperta di Busan”

  1. […] per l’isola è innegabile. Come nei due articoli precedenti – uno dedicato alla città di Busan e l’altro a quella Gwangju – non vi vogliamo però lasciare senza una […]

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