
Gwangju è la sesta città più grande della Corea del Sud, dopo Seoul, Busan, Incheon, Daegu e Daejeon. Situata nel cuore della provincia di Honam, nel sud-ovest della penisola, Gwangju è conosciuta come la Città della Luce. Il nome Gwangju apparve per la prima volta nel 940, durante il 23º anno di regno del re Taejo nella dinastia Goryeo. Anche se non è chiaro il motivo per cui fu chiamata così, si ritiene che l’origine del nome derivi da un grande studioso della dinastia Goryeo, Yi Saek, che nel suo libro Seokseojueonggi descrisse l’area come Gwangjiju, ovvero Villaggio della Luce. Questa luce si riferisce a un bagliore luminoso, un concetto profondamente radicato nelle tradizioni, nello spirito originario e nella filosofia di base della Corea. Questo spirito ha permesso ai cittadini di Gwangju di superare momenti difficili e diventare una forza trainante nella storia.
La storia

La storia di Gwangju è segnata da episodi di resistenza e lotta per la giustizia, come il movimento armato alla fine della dinastia Joseon, il Movimento degli Studenti di Gwangju durante il periodo coloniale giapponese e il Movimento di Democratizzazione del 18 maggio 1980. Quest’ultimo, in particolare, ha avuto un impatto profondo sui movimenti di democratizzazione in altre nazioni asiatiche, desiderose di libertà e giustizia. I documenti del Movimento di Democratizzazione del 18 maggio sono stati inseriti nel programma Memoria del Mondo dell’UNESCO il 25 maggio 2011, riconosciuti per il loro valore storico universale.
Gwangju è anche una rinomata città d’arte, patria di numerosi artisti, inclusi maestri di pansori, un canto tradizionale coreano. Inoltre, ospita la Biennale di Gwangju e la Biennale del Design, festival internazionali di arte moderna e design, che ne fanno un centro culturale asiatico di rilevanza. Oltre questi festival, tra i principali troviamo: Festival del Kimchi di Gwangju, l’Im Bangul Korean Traditional Music Festival e il Gwangju Jeong Yul-seong International Music Festival.

Gwangju è anche la città d’origine di numerosi artisti K-pop. C’è persino una strada dedicata interamente a questo genere musicale, dove si possono vedere i nomi degli artisti locali e non e celebrare il loro successo.


Da visitare
Chiaramente il turismo è una grande forza motrice ed economica per la città, e tra le attrazioni principali consigliamo:

Gwangjuho Lake Eco Park
Un parco ecologico che presenta il Nature Observation Center, dal quale è possibile ammirare la flora e fauna del luogo. Il parco è casa di 170,000 fiori selvatici e 3,000 alberi.

5·18 Memorial Park, National Cemetery
Un parco e cimitero commemorativo in onore delle manifestazioni avvenute il 18 maggio 1980.

Villaggio Culturale e dei Pinguini di Yangnim
Un piccolo villaggio caratterizzato da architetture e negozi tradizionali, murales e mercatini. Tipici sono le strade decorate da orologi e pinguini.
I simboli

Lo slogan della città, Your Partner Gwangju, è rappresentato da lettere che si trasformano in figure umane abbracciate, simboleggiando compagnia e amicizia. I colori utilizzati riflettono il vecchio emblema: l’arancione rappresenta la luce, il verde scuro simboleggia la creazione della vita e un atteggiamento ecologico, mentre il blu profondo esprime armonia e pace tra l’umanità. Attraverso gli spiriti di luce e vita, lo slogan manifesta il desiderio di Gwangju di porsi come pioniere verso una vera armonia e un senso di comunità tra regioni, paesi e il mondo.

Il simbolo della città raffigura il sole e l’uomo come fonti di luce e vita. La forma circolare rappresenta il sole, mentre le curve vivaci simboleggiano lo spirito libero dell’essere umano. Gwangju è una città del benessere, ricca di storia, panorami invitanti, il fascino della tranquillità lacustre e una grande visione per il futuro.











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