Il 3 ottobre ricorre il Gaecheonjeol (개천절), la Giornata della fondazione nazionale della Corea, che commemora la leggendaria fondazione di Gojoseon (고조선), il primo regno coreano, da parte di Dangun (단군) nel 2333 a.C.. Secondo il mito, Dangun, considerato il padre del popolo coreano, fondò Gojoseon molto prima che nascessero i successivi regni di Goguryeo (고구려), Baekje (백제) e Silla (신라). Questo antico regno si estendeva su parti della Manciuria e della penisola coreana e, nonostante la documentazione storica si confonda con la leggenda, la storia di Dangun è conservata in testi dell’epoca sia cinesi che coreani.

Con un po’ di anticipo rispetto alla festa nazionale del Gaecheonjeol, oggi approfondiamo la leggenda di Dangun, il mito di fondazione che continua a plasmare l’identità e la cultura coreana.

Un’orsa e un dio

La leggenda di Dangun, il mito di fondazione della Corea, inizia con Hwanin (환인), il “Re Celeste” e sovrano dei cieli. Suo figlio, Hwanung (환웅), desiderava vivere tra gli uomini e aiutarli. Vedendo il desiderio del figlio e riconoscendo un luogo adatto sulla terra, Hwanin concesse a Hwanung di scendere dal cielo.

Hwanung scese con 3.000 seguaci e fondò una città celeste chiamata Sinsi (신시), o “Città di Dio”, dove governò gli affari umani. Si dice che governasse le leggi, l’agricoltura, la medicina e la moralità. La presenza di Hwanung tra gli uomini favoriva l’armonia e lo sviluppo.

Un giorno, un’orsa e una tigre si avvicinarono a Hwanung, chiedendo di essere trasformati in esseri umani. Egli lanciò loro una sfida: dovevano vivere in una grotta per 100 giorni, lontano dalla luce del sole, e mangiare solo artemisia (쑥) e aglio (마늘). La tigre si arrese subito, ma l’orsa resistette e, dopo aver completato il compito, si trasformò in una donna.

La donna-orso, nota come Ungnyeo (웅녀), desiderava un figlio. Hwanung, commosso dalla sua sincerità, si trasformò brevemente in umano, la sposò e insieme ebbero un figlio, Dangun Wanggeom (단군왕검). Dangun crebbe e divenne il primo re di Gojoseon, il primo regno della Corea, nel 2333 a.C..

Dangun regnò su Gojoseon per oltre mille anni, portando prosperità e stabilità al suo popolo prima di ascendere a dio della montagna, incarnando il legame della Corea con la natura, la spiritualità e l’identità nazionale.

Simbolismo

Perseveranza e trasformazione

La leggenda di Dangun evidenzia il valore della perseveranza attraverso la storia dell’orso Ungnyeo, che diventa umano dopo aver affrontato una prova di pazienza e difficoltà. Questo simboleggia la resilienza e la capacità del popolo coreano di sopportare le sfide e di trasformarsi.

Armonia tra cielo, terra e vita

La nascita di Dangun da un padre celeste (Hwanung) e da una madre terrena (Ungnyeo) simboleggia l’armoniosa connessione tra il divino, la natura e la vita umana. Ciò riflette la profonda venerazione culturale della Corea per la natura e l’equilibrio tra il mondo spirituale e quello fisico.

Nazionalità e leadership

Dangun è il simbolo della fondazione della Corea come nazione e rappresenta l’istituzione dell’ordine, del governo e della civiltà. Il suo regno come primo re di Gojoseon riflette le qualità ideali della leadership – saggia, benevola e giusta – che guida il popolo coreano alla prosperità.

Festeggiamenti per il Gaecheonjeol (개천절), la Giornata della fondazione nazionale della Corea

In sostanza, Dangun incarna gli ideali di unità, resistenza, ascendenza divina e leadership, tutti elementi centrali dell’identità culturale e storica della Corea.


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