
Un po’ di contesto: le 3S di Chun Doo-hwan
È il 6 febbraio 1982 e al Seoul Cinema Theater è appena uscito il film erotico Madame Ae-ma di Jung In-yeop. Davanti al cinema un’enorme folla, accorsa per vedere il film, si fa la guerra per assicurarsi un biglietto al punto tale da mandare in frantumi la vetrina della biglietteria. È la prima volta che un film viene proiettato a tarda notte, dopo la revoca ufficiale del coprifuoco – durato 37 anni – voluta dal dittatore Chun Doo-hwan.
Quest’ultimo sale al governo della Quinta Repubblica con la forza: artefice del colpo di stato del 17 maggio 1980, guida la violenta e sanguinosa repressione della rivolta democratica di Gwangju del 18 maggio, diventando presidente a settembre dello stesso anno.
Madame Ae-ma è figlio delle strategie in ambito culturale portate avanti da Chun Doo-hwan, all’interno di quella che viene definita la politica delle “3S”. Il dittatore, per distogliere l’attenzione dei cittadini dalla politica e dal suo controverso insediamento, ha voluto puntare su tre elementi: Sesso, Sport e Spettacolo, volendo così indurre un generale oblio.

(Foto AP/Mark Duncan, file)
E così che la Corea del Sud finisce per dar vita alle leghe professionistiche di baseball e calcio e ad ospitare sia i Giochi asiatici nel 1986 sia le Olimpiadi nel 1988. Ed è sempre così che l’industria del sesso esplode in tutto il Paese.
Il governo inizia quindi ad investire ingenti somme di denaro nello sviluppo dell’industria dell’intrattenimento, con un occhio di riguardo per la produzione di opere cinematografiche erotiche. Paradossalmente, sono proprio i film che presentano contenuti sessuali espliciti ad ottenere sempre il favore della censura.
«Sotto il regime di Chun, nessun film poteva essere socialmente consapevole o critico nei confronti del governo. L’unico soggetto approvato dalla censura era, ironia della sorte, il sesso e la nudità.» – Kim Sang-cheol, curatore cinematografico del Korean Film Archive
I più grandi successi
Al botteghino, per un decennio intero, trionfa l’erotismo. Tra i film di maggior successo dell’epoca troviamo:

Eoh Wu-dong (1985) di Lee Jang-ho al secondo posto,
Prostitute (1988) di Yu Jin-seon al terzo,


Madame Ae-ma (1982) di Jeong In-Yeop al sesto
e Between the Knees (1984) di Lee Jang-ho al nono.

La produzione erotica degli anni ’80 può essere classificata in due grandi filoni: da un lato, film ambientati in contesti contemporanei, come quelli già citati; dall’altro, pellicole che rievocavano epoche e atmosfere passate. A quest’ultima categoria appartiene Mulberry (1985) di Lee Doo-yong.

Ambientato nel tumultuoso periodo della colonizzazione giapponese in Corea, Mulberry sorprende per la sua focalizzazione quasi esclusiva sulla sfera intima di un’eroina che, mentre il marito combatte per l’indipendenza, cede ai propri impulsi sessuali in un villaggio isolato.
Leggende del cinema coreano alle prese con l’erotismo
Molti dei più grandi autori di sempre del cinema coreano si formano proprio negli anni ’80. Agli albori della loro carriera devono quindi fare i conti con una realtà cinematografica assoggettata all’erotismo.
Tra questi registi, poi diventati vere e proprie leggende, spicca anche Im Kwon-teak, il quale realizza uno dei suoi film più famosi proprio nel 1987. Stiamo parlando di The Surrogate Woman, opera in cui Im racconta la tragica storia di una giovane madre surrogata costretta a subire abusi da parte di una famiglia aristocratica.

Anche il celebre Lee Jang-ho non riesce a sfuggire alla dura realtà cinematografica del tempo, che lo lascia senza scelta: diverse sono le sceneggiature che fa vagliare dalla censura, ma solo quelle a sfondo sessuale vengono approvate.
«Ero praticamente sulla lista nera. Dopo che le mie sceneggiature sono state rifiutate, ho scritto questa stupida sceneggiatura che era l’opposto di ciò che pensavo fosse ideale. Quella sceneggiatura è stata approvata dalla censura ed è diventata Declaration of Idiot. In seguito ho girato Between the Knees e Eoh Wu-dong.» – Lee Jang-oh
I volti del cinema erotico coreano
Il boom dei film erotici degli anni ’80 in Corea del Sud ha lanciato verso la fama numerose star, che ancora oggi sono considerate icone del cinema nazionale.

Tra i volti femminili troviamo quello di Ahn So-young, attrice che fa il suo debutto con Tomorrow After Tomorrow (1979). Capace di interpretare egregiamente qualsiasi ruolo, erotico e non, si è saputa distinguere all’interno del panorama cinematografico coreano per le sue grandi abilità recitative.
Il titolo di attore erotico più conosciuto va invece a Lee Dae-keun. Dopo aver calcato i set di numerosi film d’azione negli anni ’70, l’attore ha intrapreso una svolta nella propria carriera, recitando in film erotici ambientati in epoche passate.

I film erotici come strumento di emancipazione femminile
Una prospettiva interessante nei confronti del cinema erotico coreano degli anni ’80 proviene dai gender studies, i quali riconoscono in questa tipologia di film un mezzo significativo attraverso cui si è potuta esplorare la sessualità femminile. In merito, la studiosa e critica cinematografica Kang So-won nella sua tesi del 2006 intitolata The Representation of Sexuality and Gender in Korea’s Erotic Films in the ’80s scrive che per la prima volta nei film sono stati introdotti dei personaggi femminili «che sfidavano audacemente il patriarcato confuciano e la società dominata dagli uomini – in quanto soggetto dei loro stessi desideri.»

Gli anni ’90 segnano l’inizio di un lento declino dei film erotici nelle sale cinematografiche coreane, ma il loro lascito culturale rimane innegabile. Infatti, queste opere continuano a essere indizi preziosi per chi desidera comprendere le dinamiche sociali e culturali della Corea di quell’epoca.
[fonti: https://artsandculture.google.com/story/pwUxQx1tMwkA8A, https://www.koreaherald.com/view.php?ud=20120708000172]











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