Woosung, front-man dell’acclamata band The Rose, ha sempre fatto della trasparenza emotiva il suo marchio di fabbrica, sia nei progetti da solista che con la band. La sua capacità di esprimere senza filtri i sentimenti più profondi è diventata la sua forza distintiva, e con il nuovo album 4444, rilasciato il 4 ottobre, continua a dimostrarlo.

L’album esplora una vasta gamma di sonorità, un’evoluzione che aveva già accennato nell’ultimo progetto con The Rose, Dual, dove si era avvicinato a generi come l’EDM e l’elettronica. Con 4444, Woosung abbandona temporaneamente il sound rock-alternativo e pop dell’EP Moth (2022), intraprendendo un viaggio musicale più variegato e sperimentale.

Il filo conduttore dell’album è la rinascita, l’introspezione, ma anche il tormento di una relazione passata che non smette di lasciare cicatrici. Woosung si interroga se queste ferite saranno per sempre o se, come suggerisce il titolo di una delle tracce, il “per sempre” non è altro che una parola priva di garanzia.

Sperimentazioni elettroniche

La traccia di apertura, Paper Cuts, in collaborazione con il gruppo New Vaticans, scritta e prodotta da Martin Garrix, è una lenta ballad-pop, sostenuta da un delicato piano. Tuttavia, il vero strumento dell’album è chiaramente la voce di Woosung, unica nel suo genere, che in questa canzone è lasciata libera grazie ad una produzione essenziale, esaltandone la vulnerabilità. Questa canzone offre una anticipazione di ciò che gli ascoltatori incontreranno addentrandosi in 4444.

L’album prende slancio con Before We Die, una traccia dance ed EDM lunga quasi 6 minuti. I toni rimati convogliano un sentimento di riscatto e incitamento al risollevarsi dopo momenti bui. Ma invitano anche a ricordare che il tempo, sulla terra, è limitato, per cui è necessario imparare a valorizzare se stessi, prima che sia troppo tardi. Sebbene la sua lunghezza possa risultare ripetitiva, è da apprezzare il coraggio di Woosung di sfidare le convenzioni musicali attuali. In un’epoca dominata dai brevi video di TikTok e dall’attenzione ridotta, una canzone che supera i tre minuti è quasi un atto di ribellione artistica.

Before We Die sembra perfetta per una scena chiave di un film coming of age, dove il protagonista trova finalmente pace, si libera dei suoi pesi sul petto, realizza che sta cambiando e, finalmente consapevole, accetta che la vita continua oltre gli ostacoli.

Il singolo Day That I Died

Questo tema della lotta contro le emozioni che ci trattengono emerge con forza anche in Day That I Died, terza traccia e primo singolo dell’album, rilasciato ad agosto. Qui, l’accoppiata vincente di piano e voce trasmette tutta la malinconia e la rassegnazione di chi è rimasto intrappolato nei ricordi di un amore perduto. Bloccato in un ricordo, aspetta un ritorno.

I video musicali di Woosung sono sempre stati estremamente estetici e hanno sempre ben trasmesso i sentimenti che l’artista vuole esprimere. Il video è diretto da Christian Haahs, video e director e fotografo che aveva già curato l’aspetto visivo di Moth e che ha collaborato con i The Rose per l’album Dual. E’ un progetto minimalista: in una stanza buia con un solo faro che illumina il centro dello spazio, vediamo Woosung suonare al piano, a volte in piedi a ballare. In un momento cadono dei petali di rose, in un altro lo strumento prende fuoco. Un video semplicissimo, senza distrazioni che mette al centro l’idea di un’anima intrappolata nel dolore.

Honey I’ll be 89 with flowers growing out my eyes,
waiting for you here,
holding onto hope I’ll hold you in another life

– Day That I Died

Con 44 (Forget Forever), secondo singolo pubblicato lo stesso giorno dell’album, Woosung cambia direzione musicale, abbracciando l’elettronica per esplorare i temi della rinascita spirituale e della liberazione emotiva. Il contrasto con le ballad precedenti offre una varietà che arricchisce l’ascolto, mantenendo però il focus sulla riflessione post-relazionale, un tema che permea l’intero album.

Strizzando l’occhio al mainstream

Le tracce Never Let Go e Found You proseguono il percorso di 4444, e pur distinguendosi per sonorità, restano legate da una sensibilità pop più accessibile rispetto al resto dell’album. Never Let Go si presenta con una produzione marcatamente pop, molto più convenzionale rispetto agli altri brani, mentre Found You, pur meno ritmata e più delicata, adotta una struttura simile, con melodie che strizzano l’occhio al mainstream. Entrambe si inseriscono bene nel panorama musicale attuale e sono probabilmente quelle più orecchiabili per un pubblico ampio.

Le collaborazioni che chiudono l’album aggiungono ulteriore profondità al progetto. Le ultime due tracce, in particolare, vedono Woosung affiancato da artisti di spicco. Happy Alone, realizzata in collaborazione con il rapper e cantante Kim Han-bin, noto come B.I, è un pezzo acustico essenziale, costruito su una semplice chitarra classica e un tamburello. Le voci di Woosung e B.I sono lasciate libere da eccessi di produzione, risultando crude e autentiche, come se stessero cantando direttamente al pubblico, senza filtri, regalando l’impressione di essere presenti in studio con loro nel momento in cui la canzone prende vita. La scelta di B.I di cantare in coreano, prima traccia dell’album non completamente in inglese, crea un contrasto linguistico interessante che arricchisce l’esperienza d’ascolto. Il brano trasmette un profondo senso di pace interiore dopo aver finalmente rimosso dalla propria vita relazioni negative.

La traccia finale, Let There Be Light, con il featuring del duo BOL4, chiude il viaggio di 4444 con un messaggio di speranza. Il mix di elettronica e pop alternativo si fonde perfettamente con le voci dei tre artisti, vedendo anche qui strofe in coreano, creando un’armonia che eleva il brano e lo rende una conclusione perfetta per l’album. C’è un equilibrio tra la sperimentazione sonora e la solidità delle performance vocali che rende questo pezzo uno dei più riusciti dell’album. Let There Be Light porta con sé una luce metaforica, un’energia positiva che si percepisce nel modo in cui le voci armonizzano, quasi a voler sottolineare l’importanza della speranza anche nei momenti più bui. È una chiusura che non solo conclude l’album in modo coerente, ma lascia anche l’ascoltatore con una sensazione di positività e conforto.

Un’evoluzione musicale che ci lascia un po’ nostalgici del passato

Nonostante 4444 rappresenti un’evoluzione sonora rispetto ai lavori precedenti di Woosung, è comunque possibile tracciare una linea di continuità che evidenzia la sua maturazione artistica. Rispetto a Moth, che ha segnato una svolta importante nella carriera solista dell’artista, 4444 esplora territori musicali più variegati, integrando nuovi stili come l’EDM e il pop elettronico, ma senza mai perdere di vista la sua autenticità emotiva. Se Moth è stato l’album che ha proiettato Woosung verso una figura artistica più strutturata e matura, 4444 rappresenta un’ulteriore fase di crescita, dimostrando la sua capacità di rinnovarsi e adattarsi a nuovi suoni.

In conclusione, 4444 riflette la continua evoluzione di Woosung come artista, mostrando la sua capacità di spaziare tra generi diversi pur mantenendo intatta la sua autenticità. Se da una parte questo nuovo lavoro rappresenta un ulteriore passo avanti nel suo percorso, dall’altra il breve EP Moth rimane ancora il suo progetto più potente e completo, quello che ha davvero segnato una svolta nella sua carriera solista. La profondità emotiva e la coesione di Moth ne fanno il punto di riferimento per la sua discografia, mentre 4444 si distingue per il coraggio di sperimentare e esplorare nuovi territori.

È anche importante notare come la vena pop di Woosung non sia una novità assoluta: già con l’album Genre aveva dato prova della sua predisposizione verso melodie accessibili e arrangiamenti più leggeri, che qui vengono ulteriormente affinati e integrati con elementi elettronici ed EDM. Tuttavia, con 4444 riesce a bilanciare meglio queste tendenze con la sua capacità di esprimere emozioni complesse, regalando un album che conferma la sua crescita artistica e il suo desiderio di continuare a reinventarsi.

In definitiva, 4444 è un capitolo che arricchisce la carriera di Woosung, confermando la sua poliedricità.


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