I SURL sono una band indie sudcoreana composta da Seol Hoseung (voce e chitarra), Kim Doyeon (chitarra), Lee Hanbin (basso) e Oh Myeongsuk (batteria). Nati nel 2018, questi quattro musicisti si sono rapidamente affermati sia in Corea del Sud che sul panorama internazionale, grazie a brani coinvolgenti, una strumentazione impeccabile e testi onesti che parlano al cuore. Con un sound che intreccia rock, indie e influenze multi-genere, i SURL hanno superato i confini della scena indie coreana, collaborando anche con artisti hip-hop come Jay Park e Hash Swan.

La musica dei SURL si muove con un’energia sottile ma avvolgente: è un suono che sembra familiare, eppure unico, perché i membri della band – amici dai tempi del liceo – hanno sviluppato una sintonia speciale che traspare in ogni traccia. Dalla loro prima uscita Aren’t You? nel 2018, a successi come Dry Flower e Don’t Say No, i SURL hanno continuato a rinnovare il loro repertorio, fino a conquistare il circuito dei festival musicali internazionali, compreso il prestigioso SXSW negli Stati Uniti. Con il tour nordamericano review of us, la band non solo sta definendo nuovi traguardi per la scena musicale coreana, ma sta anche rivelando un volto autentico e appassionato della musica coreana, che va ben oltre il K-pop.

Il nuovo album: XYRUP

A due anni dall’uscita del loro ultimo album us, tornano sulla scena musicale con un nuovo progetto intitolato XYRUP, rilasciato il 27 ottobre.
L’album si apre con NEW WORLD?, una traccia introduttiva di 1 minuto e 11 secondi che incanta con la voce in falsetto del cantante, il quale ripete come un mantra, “One day we’ll see the light, the light will come too fast”. Su una trama di sintetizzatori, batteria e tastiera, si costruisce un crescendo che culmina in un’esplosione di suoni, rappresentazione sonora di quella luce tanto cercata, forse incerta, eppure abbagliante, che lascia smarriti in un tunnel senza fine.

I Surl esplorano a fondo le possibilità dei sintetizzatori e delle distorsioni strumentali nella successiva traccia, SIX SEVEN. Sin dai primi accordi, la band espone la propria maturità artistica, delineando un brano indie rock perfetto, in cui chitarra e batteria si affermano come protagoniste. Questo pezzo rivela il conflitto interiore dell’album: la confusione nel cercare una via d’uscita da un labirinto mentale, costringendo l’ascoltatore a confrontarsi con l’idea che, talvolta, ritrovare la strada richiede uno sforzo molto più grande del previsto.

Questa sensazione di trappola culmina in HYPNOSIS, un singolo di 4 minuti e 53 secondi rilasciato il 30 marzo 2024, dopo quasi un anno di attesa. Con riff potenti e ritmi intensi, il brano incarna la furia e lo sconforto che caratterizzano questo percorso, ricordando il sound energico e crudo delle migliori band punk-indie-rock inglesi.

DETOX, quarta traccia, inizia con un tono più pacato, ma svela ben presto un ritmo sottilmente tormentato. Il testo esprime la frustrazione di sentirsi misurati con versioni passate di sé stessi, mentre si prende atto della superficialità che circonda l’artista, persone che un tempo erano significative ora svaniscono. I riff di chitarra intensi accentuano questo senso di scontento e alienazione.

FOREST (Mountain and Elevator) regala un momento di riflessione e intimità. Scelto come singolo e arricchito da un video musicale che ne amplifica il messaggio, il brano riunisce una diversità di personaggi: una suora, un soldato nordcoreano, predicatori, ragazze madri, stranieri, membri della comunità LGBTQIA+ e altri ancora. Attraverso questi simboli, i SURL interrogano l’ascoltatore: siamo capaci di convivere e accettarci nelle nostre diversità? Con la metafora delle scale mobili e dell’ascensore, la traccia diventa un inno all’autoaccettazione, un invito a liberarsi dalle catene sociali e interiori che ostacolano il nostro autentico essere.

ringringring e CAVEMAN completano l’album. ringringring, pubblicato come singolo il 16 maggio, è una vera “wake-up call”: dopo il caos e lo smarrimento, la traccia invita alla consapevolezza che nessuno ha realmente le risposte definitive alle domande della vita. Siamo tutti, in fondo, alla ricerca di una direzione. Questa realizzazione alleggerisce la pressione di dover trovare una “soluzione” a ogni costo, permettendo finalmente di intravedere la via d’uscita. Allo stesso tempo questa direzione è difficile da trovare se costantemente stimolati dagli input esterni che il mondo sociale ci manda ininterrottamente. Questa leggerezza è infatti fugace; CAVEMAN rappresenta la ricaduta, la sensazione di perdersi nuovamente. Con riff di chitarra, una batteria vigorosa e una melodia malinconica, la band chiude l’album con un finale aperto, lasciando all’ascoltatore il compito di decidere il proprio percorso.

Una delle voci principali dell’indie-rock coreano

Con questo tassello chiamato XYRUP che si aggiunge alla carriera della band, i SURL si confermano come autentici narratori moderni, in grado di raccontare storie che uniscono e fanno riflettere. Ascoltare quest’album significa anche esplorare le diverse sfumature di sé stessi, scoprire che, nel profondo, le esperienze di alienazione, confusione e ricerca di senso sono universali. Concludono il loro viaggio con un finale aperto, quasi una provocazione: la strada non è tracciata, e ognuno deve trovare la propria direzione, bilanciando momenti di fragilità e resilienza.

Con questo album, i SURL dimostrano di essere una delle realtà più innovative e versatili della scena indie coreana. Oltre alla loro maestria strumentale, il gruppo sa come unire sonorità familiari a una profondità emotiva e introspezione rara, facendo emergere la vulnerabilità e la tensione che caratterizzano la condizione umana.

In definitiva, i SURL ci ricordano che la musica può essere un ponte verso l’altro e verso se stessi, una lente che ci fa vedere con maggiore chiarezza le nostre paure e speranze. Con questo album, ci lasciano in bilico tra una sensazione di compiutezza e la voglia di esplorare ancora, come se la vera risposta alla domanda iniziale – NEW WORLD? – fosse che il viaggio non è mai davvero finito.


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