
Il jazz in Corea: dalle origini a oggi
Il jazz, uno dei generi musicali più iconici e influenti del XX secolo, è nato negli Stati Uniti, ma la sua diffusione globale ha attraversato confini geografici e culturali, raggiungendo anche la Corea. Sebbene il jazz abbia avuto un percorso relativamente lungo e complesso per radicarsi nella cultura coreana, oggi il paese vanta una scena jazz vivace e una serie di festival riconosciuti a livello internazionale. Come è avvenuto questo sviluppo? E quali sono stati i momenti chiave nella storia del jazz coreano?
Le prime tracce: dagli anni ’20 agli anni ’50
Il jazz fece la sua comparsa in Corea già nel 1926, con la formazione della Korean Jazz Band, il primo gruppo musicale del genere nel paese. Tuttavia, si dovette attendere fino agli anni ’50 per assistere a una vera ondata di jazz in Corea del Sud. Questo sviluppo fu strettamente legato alla presenza americana sul territorio coreano dopo la Seconda Guerra Mondiale e la Guerra di Corea.
Con l’apertura di numerosi club dedicati ai soldati americani, il jazz trovò un canale per diffondersi. Non solo le esibizioni dei musicisti americani portarono il genere a farsi conoscere, ma anche molti musicisti coreani iniziarono a esibirsi, sperimentando e abbracciando lo stile. Durante questo periodo, il jazz era percepito come una forma musicale occidentale, strettamente associata alla modernità e all’influenza culturale americana.
Gli anni ’60 e ’70: il contributo dei grandi artisti
Tra gli anni ’60 e ’70, la Corea accolse alcuni dei più celebri artisti jazz americani. Jack Teagarden e Nat King Cole furono tra coloro che visitarono il paese, lasciando un’impronta significativa. Un momento iconico fu l’esibizione di Nat King Cole nel 1964, quando interpretò una versione jazz della famosa canzone popolare coreana Arirang, conquistando il pubblico locale.
Il primo vero club jazz coreano, l’All That Jazz, venne aperto nel 1976 da Myong Deok Ma, un americano di origine cinese, nel quartiere cosmopolita di Itaewon a Seoul. Questo spazio divenne un punto di riferimento per gli appassionati del genere, offrendo sia album importati dagli Stati Uniti che performance dal vivo di artisti coreani. Due anni dopo, la cantante jazz Seong-yeon Park aprì il club Janus, che non solo proponeva concerti regolari, ma contribuì alla formazione di gruppi jazz locali.
Il boom degli anni ’90: tra lusso e festival
Seppure il jazz iniziasse a svilupparsi già negli anni ’50 e ’60, fu solo negli anni ’90 che il genere conobbe un vero e proprio boom in Corea. Questo successo fu favorito non solo da musical, film e serie TV, ma anche da un cambiamento nella percezione del jazz. Attraverso i media, il jazz veniva spesso associato a un’immagine sofisticata e lussuosa, legata a scene di famiglie nobili che sorseggiavano vino o si godevano serate in ambienti esclusivi. Questa narrazione, sebbene stereotipata, differiva significativamente dalla concezione del jazz negli Stati Uniti, dove il genere aveva le sue radici nella comunità afroamericana ed era spesso considerato una forma di espressione popolare, ribelle e strettamente legata ai movimenti sociali e culturali.
Negli Stati Uniti, il jazz si era evoluto come simbolo di libertà e innovazione, abbracciando una vasta gamma di stili, dal bebop al free jazz, e mantenendo una forte connessione con le lotte per i diritti civili. In Corea, invece, il jazz degli anni ’90 era percepito principalmente come musica raffinata ed elitaria, in parte a causa della sua associazione con i prodotti culturali di lusso. Questo contrasto riflette non solo le diverse origini storiche e sociali del jazz nei due paesi, ma anche l’adattamento del genere alle specificità culturali coreane.
Nonostante questa differenza, gli anni ’90 segnarono un periodo d’oro per il jazz in Corea. Durante questo decennio vennero inaugurati alcuni dei più importanti festival jazz del paese, come il Muju International Jazz Festival (1997) e l’Uljin Jazz Festival (1998). Sebbene entrambi abbiano avuto vita breve, aprirono la strada a una tradizione di eventi dedicati al jazz. Inoltre, la diffusione del jazz nelle produzioni culturali coreane stimolò l’interesse di una nuova generazione di musicisti e appassionati, trasformando lentamente il genere in qualcosa di più accessibile, pur mantenendo una certa aura di esclusività.
Il jazz nella musica pop contemporanea coreana
Nonostante il jazz non sia oggi un genere mainstream nelle classifiche coreane, la sua influenza è sorprendentemente diffusa nella musica pop contemporanea. Artisti e gruppi K-pop, come IU, MAMAMOO, Baek Yerin, ma anche DEAN e tanti altri, hanno spesso incorporato elementi jazz nei loro brani, attraverso arrangiamenti sofisticati, linee di basso sincopate o sezioni di fiati che richiamano il swing. Questi dettagli non solo arricchiscono il sound pop, ma testimoniano come il jazz continui a lasciare il segno nella scena musicale moderna.
Anche nel K-pop, dove dominano beat elettronici e coreografie spettacolari, il jazz fa capolino in momenti più riflessivi, contribuendo a un’estetica musicale raffinata.
In questo senso, il jazz scala le classifiche non tanto come genere a sé, ma come parte integrante di una produzione musicale più ampia. Le contaminazioni jazz si trovano anche nelle colonne sonore di drama e film coreani, dove il genere è spesso usato per sottolineare momenti emotivi o ambientazioni eleganti, dimostrando come il suo impatto vada ben oltre il pubblico di nicchia.











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