Il 19 febbraio 2025, al Legend Club di Milano, l’artista Colde ha aperto il suo tour europeo Blue Print Tour 2025. Colde è un nome ormai ben noto nel panorama R&B coreano. Noi di Moksori Magazine, non potevamo mancare.
Le radici di Colde, la sua carriera solista e wavyseoul
La sua carriera ha avuto inizio nel 2016, quando ha formato il duo OFFONOFF insieme al DJ e produttore 0Channel (oggi conosciuto come EOH). Sotto l’etichetta HIGHGRND, una sussidiaria della YG Entertainment, il duo ha portato una ventata di aria fresca nella scena musicale coreana, introducendo sonorità chill, jazz/fusion e funk in un panorama dominato dal K-Pop. Il loro album di debutto, boy., ha riscosso un grande successo, grazie a brani come gold e Photograph, che hanno attirato l’attenzione di pubblico e critica.
Dopo il successo iniziale, i due hanno deciso di prendersi una pausa per esplorare carriere soliste. Colde ha quindi intrapreso un percorso indipendente, approfondendo il rap e l’R&B con un sound intimo e sofisticato. Nel 2018 ha fondato la sua etichetta, wavyseoul, con l’obiettivo di dare spazio a nuovi talenti e sperimentare sonorità alternative. Da solista ha pubblicato diversi progetti di successo, tra cui gli EP Wave (2018) e Love Part 1 (2019), che hanno consolidato la sua reputazione come uno degli artisti più innovativi della scena R&B sudcoreana. Collaborazioni con artisti del calibro di RM dei BTS e Baekhyun degli EXO hanno ulteriormente ampliato il suo pubblico.
Ma durante il tour europeo, Colde non si esibisce da solo: con lui, anche il gruppo indie Basecamp e il rapper Khakii, tutti facenti parte dell’etichetta wavyseoul.
Basecamp
Basecamp è una band emergente che mescola sonorità indie, alternative rock e dream pop, creando atmosfere avvolgenti e melodie malinconiche che si sposano perfettamente con l’estetica musicale di wavyseoul. Il loro sound si distingue per l’uso di chitarre sognanti e sintetizzatori delicati, e negli ultimi anni hanno guadagnato una crescente fanbase sia in Corea del Sud che a livello internazionale.
Khakii
Khakii, invece, è un rapper noto per il suo stile eclettico e il suo flow incisivo, capace di spaziare tra sonorità hip-hop classiche e sperimentazioni più contemporanee. La sua musica riflette influenze che vanno dal jazz-rap all’R&B moderno, e grazie alla sua versatilità ha saputo distinguersi all’interno della scena hip-hop coreana. Con il supporto di wavyseoul, Khakii ha pubblicato diversi singoli e progetti che gli hanno permesso di costruire una solida carriera artistica.
Il concerto: un viaggio tra emozioni e sperimentazione
l concerto al Legend Club ha offerto al pubblico italiano un assaggio delle diverse sfumature della musica alternativa coreana, combinando il talento di Colde con l’energia della band Basecamp e la versatilità di Khakii. La serata si è aperta con l’esibizione dei Basecamp, che hanno presentato alcuni dei loro brani più noti insieme a due inediti, per poi rimanere sul palco come musicisti per tutta la durata del concerto. L’entrata di Colde è stata improvvisa, con Toxic Love a dare il via a una scaletta intensa e coinvolgente. Ha poi proseguito con i suoi successi più amati, come Control Me, Sunflower, Lights e Nirvana Blues, trascinando il pubblico in un viaggio musicale carico di emozioni.
Durante la serata, Khakii è salito sul palco per esibirsi con brani come Mango e un duetto con Colde su Bass, regalando momenti di pura energia. Il concerto è poi tornato sulle atmosfere più delicate con le ballad WAR R R e Star, un brano noto per essere parte della colonna sonora del popolare drama See you in my 19th life
Il finale ha lasciato il pubblico senza fiato: tutti gli artisti si sono riuniti sul palco per una reinterpretazione di Smells Like Teen Spirit dei Nirvana, un omaggio diretto all’influenza che la musica anni ’90 ha avuto su Colde e sul suo ultimo album Yin. Come regalo inaspettato, hanno poi chiuso la serata con una cover emozionante di Wonderwall degli Oasis, lasciando un senso di intimità e nostalgia tra i presenti.
Per chi ama questo genere musicale, è stato emozionante poter vivere un’esperienza simile a Milano, senza dover viaggiare all’estero. Nonostante il pubblico non fosse numeroso quanto gli artisti avrebbero meritato, l’atmosfera intima del piccolo club ha reso il concerto ancora più speciale.
Sembrava di essere tornati nei club underground di Seoul, dove l’unica cosa che conta è l’amore per la musica e la connessione con gli artisti.











Lascia un commento