
Con una carriera di 35 anni e oltre 40 film all’attivo, Hwang Jung-min si afferma come uno degli attori più poliedrici e talentuosi del panorama cinematografico sudcoreano.
Laureato in recitazione al Seoul Institute of the Arts, si muove agilmente tra cinema e teatro, affinando costantemente le sue capacità interpretative. Così come sul grande schermo, anche sul palcoscenico si cimenta in ruoli sempre diversi, reinventandosi costantemente tra musical e grandi classici shakespeariani.
Noi di Moksori Magazine abbiamo avuto il privilegio di assistere alla conferenza stampa del Florence Korea Film Fest, dove Hwang Jung-min ha condiviso profonde riflessioni sulla sua carriera e sull’industria cinematografica sudcoreana. Le sue parole, che seguiranno in questo articolo, offrono uno sguardo autentico sulla sua visione artistica e professionale, mettendo in luce il legame tra il suo percorso e l’evoluzione del cinema coreano.
Tra teatro e cinema: il talento e i successi di Hwang Jung-min
«Tutto ha origine nel teatro», racconta Hwang Jung-min in conferenza stampa. «Credo che alla base di ogni tipo di recitazione ci sia quella teatrale. Ancora oggi, quando ricevo un copione per un film, lo studio secondo gli insegnamenti dei miei maestri di teatro. Prendo appunti a penna su un quadernino, un metodo antiquato ma efficace. C’è un detto secondo cui “il cinema è opera del regista, ma il teatro è opera dell’attore”, e per me è proprio così. Il teatro mi permette di sfogare lo stress accumulato sul set. I set cinematografici sono troppo caotici, con il regista che interviene e interrompe le riprese costantemente. Sul palcoscenico, invece, questo non accade, e così posso liberarmi completamente.»


Hwang Jung-min è un attore straordinario, le cui doti sono state riconosciute più volte dai Blue Dragon Film Awards – gli Oscar coreani – che ha vinto in tre occasioni. La prima statuetta arriva nel 2005 per You Are My Sunshine, film tratto da una storia vera e diretto da Park Jin-pyo, che affronta temi delicati come la prostituzione e la sieropositività, contribuendo a far decollare la sua popolarità. Nel 2013 ottiene nuovamente il premio per New World, mentre nel 2024 trionfa con 12.12: The Day. «I Blue Dragon Film Awards sono premi molto prestigiosi e ambiti in Corea del Sud, il riconoscimento che ogni attore sogna di ottenere nella propria carriera. Il premio per 12.12: The Day è particolarmente significativo per me, perché è arrivato nel periodo post-pandemia, un momento di grande incertezza per il cinema coreano. Mi ha restituito speranza.», afferma l’attore.



Durante la conferenza stampa, Hwang Jung-min ha espresso gratitudine per i successi ottenuti, ammettendo che agli inizi della sua carriera, negli anni ’90, non avrebbe mai immaginato di raggiungere simili traguardi. Il suo primo ruolo da protagonista sul grande schermo arriva nel 2001 con Waikiki Brothers della regista Yim Soon-rye, un film che si rivela decisivo per il suo futuro. L’attore ha raccontato che, all’epoca, si era dato un ultimatum: se quel progetto non avesse funzionato, avrebbe abbandonato il sogno di lavorare nel cinema.
«La regista Yim Soon-rye mi è molto cara, le sono debitore. Waikiki Brothers è stato il mio trampolino di lancio e mi ha permesso di entrare nel panorama del cinema coreano, quando ancora non sapevo se restare nel teatro o intraprendere anche la carriera cinematografica. Prima o poi dovrò sdebitarmi. Abbiamo lavorato insieme anche in The Point Men (2023). La stimo molto sia come regista che come persona: è affettuosa e mi è cara. Mi piacerebbe diventare come lei, un giorno.», si confida Hwang Jung-min.

La crisi del cinema coreano
Ma la sfida oggi è un’altra. L’attore ha parlato della profonda crisi che sta attraversando l’industria cinematografica coreana: «Ogni anno assistiamo a un calo delle produzioni. I produttori coreani sono in difficoltà, non sanno come e dove muoversi. Per fare un esempio: fino a qualche anno fa, in Corea si producevano circa 100 film all’anno; oggi il numero si è ridotto a un decimo, si parla di appena 10 produzioni all’anno.»
Se il cinema arranca, il piccolo schermo continua invece a prosperare, grazie agli investimenti delle piattaforme streaming che hanno dato nuova linfa alle produzioni televisive seriali. Quando gli è stato chiesto se fosse interessato ai k-drama, Hwang Jung-min ha risposto: «In generale, cerco sempre di partecipare a progetti che trovo stimolanti. Non sono contrario ai k-drama, ne guardo e ne leggo tanti; purtroppo, per ora non ho ricevuto sceneggiature che mi abbiano fatto pensare “okay, buttiamoci in questo progetto”. Forse sono troppo vecchio per un k-drama!»
Nonostante le difficoltà, la speranza per il cinema coreano risiede nelle nuove generazioni di attori. «Ci sono tanti giovani talenti da tenere d’occhio, come Jung Hae-in, che portano un’energia diversa rispetto alla mia generazione. Al momento, il cinema coreano non prospera, ma se il pubblico continua ad apprezzarlo, allora ci sarà spazio per questi attori emergenti e per l’industria di rifiorire.»
Ad ogni modo, il grande schermo continua a regalare soddisfazioni a Hwang Jung-min. Oltre alla già citata recente vittoria ai Blue Dragon Film Awards, nel 2023 ha partecipato al Festival di Cannes per presentare I, The Executioner, sequel di Veteran (2015), diretto da Ryoo Seung-wan e con Jung Hae-in tra i protagonisti. In merito, l’attore racconta che «Partecipare a un film seriale è un grande onore per un attore professionista. Dopo il successo di Veteran, tutti si aspettavano un sequel, ma ci sono voluti nove anni per realizzarlo. Ho cercato di ridurre al minimo il divario temporale immedesimandomi di nuovo nel personaggio, indossando i suoi vestiti, riprendendo i suoi gesti. Le proiezioni annuali in tv di Veteran durante le festività hanno aiutato: ho come la sensazione che i coreani non abbiano percepito troppo la lunga attesa, perché ogni anno rivedevano il primo film, quasi senza accorgersi del tempo che passava!»


Il senso della vita nella recitazione
Il suo desiderio, dunque, è quello di continuare a recitare, perché è proprio nella sua professione che trova uno scopo. Così, Hwang Jung-min si è lasciato andare ad una confessione: «Cerco sempre di fare ciò che mi riesce meglio e di seguire ciò che mi fa sentire davvero vivo. La recitazione mi permette di comunicare con i tempi attuali. La più grande soddisfazione per me sarebbe essere ricordato in futuro. Se il pubblico di oggi, quando avrà nipoti e figli, si ricorderà di me e mi citerà, io ne sarò grato: significherà che ho fatto un buon lavoro.»











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