di Olga Nistorica

Il National Museum of Korea ha chiuso il 2025 con un dato storico: 6,5 milioni di visitatori. Record assoluto di presenze dall’apertura del museo nel 1945! Un risultato che lo posizionerebbe al terzo posto nel mondo in termini di affluenza, preceduto solo dai giganti Louvre di Parigi e dai Musei Vaticani. Segno positivo, che dimostra il grande impatto della k-culture wave nel paese.

Tuttavia, si tratta di cifre approssimative e non fattuali poiché l’ingresso al museo è libero e il conteggio si basa su sistemi automatici di videosorveglianza. Un “sovraffollamento” di visite che sta spingendo le istituzioni a valutare l’introduzione di un biglietto d’ingresso o di un sistema di prenotazione per monitorare le folle di visitatori e raccogliere audience data. Questa, una questione rimasta a lungo in sospeso a causa della mancanza di consenso tra i cittadini, ma su cui sia il Presidente Lee Jae Myung che i Musei stanno spingendo molto sulle admission fees, soprattutto per il crescente interesse per la cultura sudcoreana da parte dei più giovani (non solo coreani).

Prova tangibile di questo crescente interesse per l’arte contemporanea e tradizionale sono le vendite record dello shop del National Museum of Modern and Contemporary Art, che hanno raggiunto i 40 miliardi di won (quasi il doppio rispetto ai 21 miliardi del 2024).

Secondo i media locali, la K-culture wave si sta espandendo verso la cultural heritage del paese: infatti tra i prodotti più venduti dello store del museo spiccano copie di artefatti tradizionali, come la miniatura del Pensive Bodhisattva — diventato popolare dopo che RM dei BTS ne ha mostrato una copia nel suo studio — e la spilla della Kkachi Horangi (gazza con tigre), tra i prodotti più celebri, specialmente dopo l’uscita del film d’animazione K-pop Demon Hunters.

Il cambio di rotta: i nuovi collezionisti influenti

A trainare il mercato dell’arte sudcoreano non è solo la quindi la hallyu wave, ma anche le nuove generazioni. Secondo i k-media il settore, soprattutto negli ultimi anni, sta vivendo una fase di profonda trasformazione grazie all’influenza della Gen MZ (Millennials e Gen Z). Il numero di giovani collezionisti sta crescendo esponenzialmente, portando una ventata di freschezza in un settore storicamente riservato alle élite e alle famiglie dei chaebol.

Nella lista delle 20 personalità più influenti del mercato dell’arte coreano (stilata dalla Paradise Cultural Foundation e dal Seoul National University’s Management Research Institute), accanto ai nomi storici dell’industria come Hong Ra-hee (Leeum Museum) o Suh Kyung-bae (CEO di Amorepacific), oggi spiccano nomi nuovi, freschi, come Kim Namjoon (RM) e Noh Jae-myung, fondatore della fiera Art OnO.

Questa nuova generazione non solo sta portando l’arte coreana all’estero — come dimostra la collaborazione RM x SFMOMA prevista per ottobre 2026 al Museum of Modern Art di San Francisco, dove il celebre cantautore mostrerà la sua curatissima collezione di opere d’arte — ma sta anche aprendo i confini del mercato interno.

Come Art OnO, fiera creata dal giovane collezionista Noh Jae-myung, che sta dando spazio per la prima volta a gallerie africane e ad artisti queer e black, dimostrando una sensibilità inclusiva molto forte.

Tendenze positive nel paese che dimostrano la vivacità del suo mercato, e in generale la crescita dell’Asia nel mercato internazionale, rispetto ad esempio all’Europa che sta subendo un declino. Come sottolinea Noh Jae-myung, la pandemia ha cambiato la percezione comune in Sud Corea almeno, rendendo il collezionismo un interesse accessibile e non più solo un hobby per ricchi. 

Artness e l’obiettivo “Entry Level”

A conferma di quanto la Generazione MZ sia diventata centrale nel mercato dell’arte, la casa d’aste Artness ha programmato per il 2026, un’esposizione mirata specificamente ai “principianti”.

L’obiettivo non è proporre opere minori o a minor prezzo, ma pezzi capaci di intercettare il gusto moderno: dalle tradizionali Moon Jar, simboli di buon auspicio, fino agli art toys di KAWS, sculture-giocattolo iconiche, e molto popolari anche tra idol come G-Dragon, J-Hope e V. Jang Yoon-na, responsabile marketing di Artness, ha sottolineato l’importanza di questo progetto per avvicinarsi alla MZ Generation: l’idea è abbassare la barriera d’ingresso nel mondo dell’arte, sia a livello di prezzo che di format, permettendo a una nuova platea di pubblico di iniziare la propria collezione personale in modo consapevole. 

Moon jar di porcellana, risalente alla Dinastia Joseon (XVIII secolo)
Art toy di KAWS ispirato a Squid Game
J-hope (BTS) e parte della sua collezione di art toys di KAWS

Sitografia


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