
Fedeli al loro stile soft-rock e fusion jazz, i wave to earth hanno confezionato un gioiello musicale con il loro nuovo EP play with earth! 0.03, composto da sette brani. Pubblicato il 6 settembre con minima promozione da parte dell’etichetta WAVY, questo lavoro si inserisce in continuità con i precedenti EP (0.01 e 0.02), senza apparenti sorprese o stravolgimenti stilistici. L’ascoltatore più affezionato riconoscerà immediatamente le atmosfere sognanti tipiche del gruppo, caratterizzate da influenze neo-psichedeliche e da un’armoniosa fusione di jazz e rock.
A livello di musicalità e testi, l’EP non si discosta significativamente dai lavori precedenti, consolidando ulteriormente il marchio di fabbrica della band. Tuttavia, è proprio in questa coerenza che risiede la forza dei wave to earth: il loro sound, pur restando fedele alle radici, riesce a trasportare chi ascolta in una dimensione onirica e rarefatta, perfetta per chi cerca evasione attraverso la musica.
Nonostante l’apparente continuità, play with earth! 0.03 rivela una maturazione sottile ma percettibile. La produzione, da sempre estremamente curata, raggiunge un livello ancora più elevato, risultando impeccabile in ogni dettaglio. Già dalle prime tracce, come l’instrumentale d’apertura are you bored? e la title track play with earth!, l’ascoltatore viene trasportato in un’atmosfera rilassante, che evoca immagini di giornate soleggiate in riva al mare, richiamando brani iconici come wave o light.
La vera evoluzione si manifesta con la terza traccia, annie, che introduce una novità stilistica: l’aumento degli adlibs di Daniel Kim, il cantante, posizionati sopra la sua stessa linea vocale, rendono l’atmosfera ancora più sognante, mentre la sua voce si presenta più incisiva e sicura di sé. Un altro momento distintivo è holyland, traccia in cui emergono influenze shoegaze e rock, probabilmente provenienti dall’esperienza del frontman con la sua seconda band, i The Poles. La strumentale di questo brano è un concentrato di emozioni, descrivendo con intensità la nostalgia e il desiderio di recuperare qualcosa di perduto.
Il ritorno della traccia pueblo versione remastered, originariamente del 2020, sorprende e si rivela una scelta perfettamente coerente con il messaggio dell’album. In annie., la band esprime una chiara presa di posizione: la volontà di rimanere fedeli a se stessi, senza cambiare per compiacere gli altri. In beck., emerge invece la vulnerabilità, con l’ammissione di non sapere sempre quale sia la strada giusta da seguire, e il disagio che deriva dal dover tornare sui propri passi. Questo senso di smarrimento è magnificamente rappresentato dall’assolo di chitarra.
pueblo, collocata strategicamente tra annie. e beck., esplora il tema del non sentirsi nel posto giusto, con la necessità di cercare altrove un senso di appartenenza. Infine, slow dive chiude l’EP con un grido di aiuto, una riflessione sull’incertezza del futuro e sulla speranza di ricominciare, cercando di riunire i pezzi di un’anima frammentata.
In conclusione, play with earth! 0.03 potrebbe sembrare, a un primo ascolto, un lavoro in linea con i precedenti EP. Tuttavia, a un’analisi più attenta, emerge una maturità compositiva e produttiva che distingue questo progetto. I wave to earth, pur rimanendo fedeli alla loro identità, hanno affinato il loro stile e dimostrato una crescita artistica sottile ma significativa, offrendo all’ascoltatore un’esperienza musicale più ricca e stratificata.











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