
Dedichiamo l’articolo di oggi a Ryu Seong-hie, rinomata production designer e scenografa sudcoreana, recentemente premiata con il Camelia Award al Busan International Film Festival (BIFF). Questo premio, di recente istituzione, celebra i contributi straordinari delle donne nel cinema, riconoscendo il loro ruolo nella trasformazione del panorama cinematografico globale. In questo senso, negli anni, Ryu Seong-hie si è affermata come figura chiave nell’elevare il design scenografico di alcuni dei film visivamente più sorprendenti del cinema coreano.
Di cosa si occupa il production designer?
Prima di cominciare a parlare di questa artista strabiliante, dedichiamo un minuto alla professione del production designer, introducendo così questa figura a chi già non la conoscesse (o rinfrescando la memoria a chi ne avesse bisogno).
In generale, il production designer nel cinema svolge un ruolo cruciale nel definire il tono visivo e l’atmosfera di un film. Responsabile di tradurre la visione del regista in elementi visivi tangibili, il direttore artistico supervisiona tutto, dalla scenografia agli oggetti di scena, ai costumi e all’estetica complessiva.
Questo professionista creativo collabora con vari dipartimenti per garantire che ogni dettaglio, dall’illuminazione alle texture, rafforzi la narrazione e l’impatto emotivo del film.
Dopo questa breve infarinatura sul ruolo del production designer, siamo ora pronti ad esplorare la distintiva visione artistica di Ryu Song-hie.
Il suo percorso artistico e professionale
Dopo aver conseguito una laurea presso il Dipartimento di Arte Ceramica alla Hongik University ed un master in Artigianato Industriale presso la Graduate School of Fine Arts nel 1991, Ryu si rende conto che la sua vera passione si nasconde altrove, ovvero nel cinema.
Ryu si avvicina così all’arte filmica, che considera il modo più diretto per raggiungere le persone, e alla fine decide di studiare scenografia negli Stati Uniti.

La nascita di “Ryu” Song-hie
Questo cambiamento professionale la porta a fronteggiare sia enormi sfide che grandi successi, specialmente in quanto donna in un’industria prevalentemente maschile.
All’inizio della sua carriera, infatti, la direttrice artistica decide di modificare il proprio nome da Yoo Seong-hie a Ryu Seong-hie. In coreano, “Ryu” ha una connotazione fonetica più maschile ed è associato a caratteristiche più forti, rendendo ambiguo il suo genere solo dal nome. Considerando anche che i suoi primi lavori, tra cui spiccano Oldboy e A Bittersweet Life, trattano temi distintamente legati alla mascolinità e a dinamiche dure e violente, questo cambiamento porta molti a credere che sia un uomo.
La visione di Ryu Song-hie: tra fantasia e realtà
Distintiva di Ryu è la sua capacità di trovare sempre un perfetto equilibrio tra fantasia e realtà.
Nei suoi film utilizza la fantasia come strumento per alleggerire visivamente il peso di tematiche socialmente delicate, che, se trattate con un approccio puramente realistico, rischierebbero di allontanare il pubblico. Per Ryu, è fondamentale trovare un equilibrio sottile tra realismo e surrealismo, uno spazio che consenta di rendere accessibili storie complesse senza alienare chi le guarda.
Basti pensare che Ryu inizia a lavorare all’interno di produzioni sudcoreane proprio nel 2003, anno di svolta per il settore con l’uscita di film come Oldboy, Memorie di un assassino e Two Sisters, che segnano una rottura rispetto al tono prevalentemente realistico del cinema coreano dell’epoca. In quel periodo, l’industria cinematografica coreana non dispone ancora di concept artist specializzati, il che costringe scenografi come Ryu ad occuparsi personalmente della creazione dei bozzetti concettuali. Progetti ricchi di elementi fantastici risultano così particolarmente impegnativi, ma Ryu non si tira mai indietro e accoglie queste sfide, vedendo in esse l’opportunità di dare vita a mondi plasmati interamente dalla sua creatività.
Dove nasce l’ispirazione
La luce
Per Ryu, progettare un set cinematografico inizia con l’immaginare lo spazio attraverso la luce – da dove proviene, qual è la sua temperatura e come influisce sull’atmosfera della stanza. Questa visione plasma il modo in cui costruisce la scenografia, cercando sempre di creare qualcosa che si allontani dalla realtà, anche quando il film è radicato in essa.
La sceneggiatura
Ryu trae profonda ispirazione anche dalle sceneggiature, individuando nelle emozioni e nei dialoghi dei personaggi la sua più grande fonte di idee creative.
Ad esempio, in film come Memorie di un assassino e Oldboy, caratterizzati da sceneggiature impeccabili, Ryu percepisce immediatamente l’eccezionalità del progetto. È proprio questa unicità che la spinge a prendere rischi creativi, cercando di realizzare qualcosa di visivamente distintivo che rispecchi l’essenza del film. Anche quando la realtà è alla base del racconto, come in Memorie di un assassino, i suoi design nascono dal desiderio di superare i limiti del consueto, creando qualcosa di leggermente diverso, in grado di trascinare il pubblico in un mondo che non avrebbe mai immaginato.
Il budget
Anche il budget dei film su cui lavora diventa per Ryu una grande fonte di ispirazione.
Uno degli esempi più memorabili delle sfide produttive che ha affrontato è rappresentato dalle riprese di Oldboy, un film realizzato con un budget limitato. La sceneggiatura richiedeva di rappresentare un attico lussuoso appartenente a un personaggio estremamente ricco, un tipo di ambiente che Ryu non aveva mai sperimentato direttamente. Invece di cercare di imitare uno stile di vita che non conosceva, ha sfruttato queste limitazioni per creare qualcosa di unico: spazi minimalisti, con elementi in pietra, pochi mobili e una lunga e stretta fontana d’acqua. Questi vincoli hanno acceso la sua creatività, spingendola a realizzare qualcosa di fresco e insolito.
Questo approccio è diventato un segno distintivo della sua filosofia di design, come dimostrato anche in film come Hansel e Gretel, dove le ristrettezze di budget l’hanno portata a costruire ogni cosa da zero.
Non solo cinema
Principalmente nota per il suo talento nel cinema, Ryu Song-hie ha recentemente ampliato il suo repertorio artistico dedicandosi anche al mondo dei video musicali.
Un esempio significativo di questo suo nuovo impegno è la sua collaborazione alla produzione del video musicale Come Back to Me di RM, membro del gruppo BTS. In questo progetto, Ryu ha portato la sua inconfondibile sensibilità visiva, già apprezzata nel cinema, nel mondo della musica, contribuendo a creare un’estetica visiva che riflette e amplifica le emozioni del brano.
Il video di Come Back to Me è un perfetto esempio del suo approccio meticoloso alla creazione di spazi visivi che dialogano con il contenuto emotivo. RM, che aveva precedentemente espresso grande ammirazione per il suo lavoro in Decision to Leave, ha trovato in Ryu Seong-hie una collaboratrice ideale per tradurre in immagini la profondità delle sue parole e melodie.
Questa esperienza dimostra come Ryu riesca a fondere arte e narrazione visiva in qualsiasi contesto, che si tratti di cinema o musica, confermando ancora una volta la sua versatilità e la sua capacità di creare atmosfere uniche.
In definitiva, la carriera di Ryu Seong-hie esemplifica l’ingegnosità creativa, la risoluzione dei problemi e la resilienza che definiscono il ruolo di un production designer. Il suo lavoro continua a sfidare le convenzioni, dimostrando che la direzione artistica è uno strumento narrativo essenziale nel cinema (e non solo).
[fonti: https://www.koreanfilm.or.kr/eng/films/index/peopleView2.jsp?peopleCd=10019056, http://hangulcelluloid.com/ryuseonghieinterview.html, https://en.wikipedia.org/wiki/Ryu_Seong-hie#Education]











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